• Andrea Nadir Orazi

Abraxas e il segreto Gnostico

Aggiornato il: 22 gen 2019

"l'uccello combatte per uscire dall'uovo. L'uovo è il mondo. Chi vuole nascere deve distruggere il mondo. L'uccello vola a dio. Il nome del dio è Abraxas " -

Herman Hesse, Demian

Da Jung-Basilide:

"In questo mondo l'uomo è Abraxas, che genera o ingoia il suo mondo."


"Ma Abraxas pronuncia la parola santificata e maledetta che è vita e morte insieme. Abraxas genera verità e menzogna, bene e male, luce e tenebra, nella stessa parola e nello stesso atto. Perciò Abraxas è terribile. E' splendido come il leone nell'attimo in cui abbatte la preda. E' bello come un giorno di primavera. Si, è il grande Pan in persona e anche il piccolo. E' Priapo. E' il mostro del mondo sotterraneo, un polipo dalle mille braccia, nodo intricato di serpenti alati, frenesia. E' l'ermafrodito del primissimo inizio. E' il signore dei rospi e delle rane che vivono nell'acqua e calpestano la terra, che cantano in coro a mezzogiorno e a mezzanotte. E' la pienezza che si unisce col vuoto. E' il santo accoppiamento, E' l'amore e il suo assassinio, E' il santo e il suo traditore, E' la luce più splendente del giorno e la notte più oscura della follia, Vederlo significa cecità, Conoscerlo è malattia, Adorarlo è morte, Temerlo è saggezza, ..." ( C.G. Jung )

Il culto di Abraxas è molto antico e si perde nella notte dei tempi, ritroviamo incisioni della parola Abraxas e dell'entità zoomorfa in gemme preziose, pergamene, talismani e manoscritti, l'ambito gnostico da cui è emerso Abraxas è riconducibile a Basilide, maestro alessandrino del primo secolo dopo Cristo.

Abraxas è la convivenza degli opposti, racchiusi in un solo essere: la luce e l'ombra, il bene ed il male, lo spirito e la materia, la nascita e la morte, sono tutti interconnessi tra di loro in questa figura misteriosa ed antica.

Ci sono riproduzioni di Abraxas con la testa di sciacallo, il quale richiama ad un sincretismo con la figura del Dio egiziano Anubis, come signore della soglia e di colui che le protegge, ed esattamente con questa petizione di principio, anticamente veniva posto sulle porte dei templi.

Esso è colui che risiede sopra il cielo e porta la forza del sole agli uomini, ma allo stesso tempo è anche l'oscurità che li divora.

E' curioso sapere come mi sono avvicinato allo studio di questo dipinto; tutto è nato dal Gallo, e dallo studio di antichi Dei connessi a questo animale, nella sua simbologia arcaica che ci parla attraverso simbolismi e allegorie, la testa di Gallo, rappresenta la forza del suo canto, capace di indurci al risveglio fisico e spirituale.

Ma non solo, il Gallo come il guerriero del sole, ed è risaputo che anticamente il sangue di questo animale veniva offerto a divinità solari, come simbolo di forza vitale e di vittoria.

Il suo corpo da Guerriero è forte ed è provvisto di scudo e di flagello, lo scudo che ci difende dai soprusi, ma anche il disco solare che ci può distruggere con la sua forza accecante, al suo interno contiene sette stelle, che rappresentano le 7 forze planetarie venerate nell'antichità: il Sole, Mercurio, Venere, la Luna, Marte, Giove e Saturno.

Ma non solo sono anche le 7 lettere che compongono la parola Abraxas, la quale ha dato poi origine alla famosa parola Abracadabra; i significati che si danno a questa parola sono Sanare, e Guaritore, ed è singolare, ma anche chiaro comprendere, che anticamente associavano la guarigione ad un guerriero che è pronto a lottare per la propria vita.

Il Flagello rappresenta il comando ed il potere sulla materia e la capacità di domare tutte le forze ostili, possiamo vedere un parallelismo con gli antichi strumenti di potere degli egizi, anche i faraoni portavano con se un flagello e uno scettro, per governare e dominare i nemici.

Le due gambe di serpente, rappresentano la connessione con la materia, con la sessualità e la forza primordiale della Terra, sono gli istinti più profondi, quelli che ci permettono di sopravvivere nei momenti più difficili, ma anche quelli che ci permettono di moltiplicarci e trasmettere le nostre conoscenze alle generazioni future.

Sono due serpenti, uno più grande di genere femminile, e il secondo più piccolo di genere maschile, perché in essi si racchiudono le due forze primarie, che compongono ogni essere vivente.

Ed in fine ma non meno importanti le tre lettere WIA che racchiude uno dei nomi di Dio, אלהים della tradizione ebraica. Concludendo voglio descrivere la mia esperienza personale, nell'aver dipinto questa opera nel Gennaio del 2017, è passato un anno esatto, ed è stata la prima opera dipinta da quando ho iniziato la mia nuova vita.

Per un certo senso ha simboleggiato una morte ed una rinascita, pronto ad uscire del mio guscio, abbandonando la mia zona di confort, per far emergere la mia forza primordiale.

Devo molto a questo dipinto, alla forza primaria che mi ha permesso di alzarmi in piedi in un periodo poco felice della mia vita, ma allo stesso tempo che mi ha permesso di evolvermi con forza e determinazione.

Abraxas, Olio su Tela 100x70 cm





49 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti