• Andrea Nadir Orazi

Magia Planetaria, il pianeta Mercurio

Allegoria, della velocità e dell’intelletto, simboli alchemici dell’eterno movimento e della forza dell’aria, che permea l’etere dell’universo. Questa opera fa parte della serie “Spiriti Planetari”, allegoria del pianeta Mercurio.

Il Bastone è stato pensato come una chiave Tau, che è un simbolo largamente usato nell'antico Egitto, associato anche al Dio greco Ermes e al Dio romano Mercurio. Osservando il bastone nella sua completezza, vedremo il glifo astronomico del pianeta Mercurio, la parte superiore dove le due teste di serpente si incontrano, è ispirato ad un antichissimo gioiello ritrovato a Roma, appartenente al tempio di Mercurio.

Dentro il cerchio vedremo una stella a 8 punte formate da due quadrati, questo è il numero della sfera di questo corpo celeste secondo l'albero della vita Cabalistico, raffigurante Hod l'ottava sfera. Tra i due serpente in alto si crea una perla color Avorio, questo è un chiaro riferimento alla torre d’avorio dell’eterna conoscenza, ne troviamo tracce nei libri dei morti egiziani, la torre di Thot, Dio egizio della magia, della conoscenza e della scrittura; ricollegandosi al sincretismo con Ermes, per gli antichi Greci e Mercurio per i Romani.

Il glifo al centro del cerchio è quello che in Alchimia viene definito il Mercurio Lunare, ossia la perfezione tra le emozioni e la mente, raggiungibile solo dopo aver attraversato il primo stato della mente, il Mercurio solare più esterno.

Ai lati del braccio orizzontale della croce Tau, possiamo vedere i simboli delle costellazioni della vergine e dei gemelli, domicilio diurno e notturno di questo pianeta, secondo le conoscenze esoteriche occidentali; i simboli presenti in basso sono la rappresentazione cabalistica del genio planetario, e dello spirito vivente del pianeta.

Essi rappresentano il concetto più astratto di Mercurio, il suo corpo astrale, secondo la tradizione esoterica europea meglio conosciuta con il nome di Magia Olimpica. I colori vivaci, rappresenta quello che in alchimia viene chiamato l’argento vivo, ossia il mercurio come metallo vivo, liquido ed iridescente, ma così pericoloso da poter condurre rapidamente alla morte.


Conclusioni personali

La creazione di questo dipinto mi ha permesso di approfondire i miei studi, non solo, ho approfondito anche il mio lavoro della pratica esoterica, che ho affrontato durante i miei studi preparatori, per poter arrivare ad un'opera soddisfacente da un punta di vista estetico e spirituale.

Sicuramente il mio studio sulla magia olimpica è appena iniziato e sarà il lavoro di una vita, mi ha permesso allo stesso tempo di accedere a nuove allegorie, che hanno rapito la mia attenzione ed ispirato molte delle mie opere più recenti.

A distanza di 5 anni di lavoro sull'argomento, posso dire che non sono nemmeno a metà dell'opera, e che ogni passo verso questa esperienza, la mia curiosità cresce.


Opera, Tecnica mista Olio e Acrilico su tela Circolare, diametro di 30 cm Disponibile

Andrea Nadir Orazi



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